18/11/09
Disintermediazione o nuovi modelli di intermediazione? [dalla prima giornata al Bto]
Cos'è la disintermediazione? In particolare come si è evoluta la disintermediazione soprattutto nell'era del web 2.0? Se ne è parlato alla BTO a Firenze. Ai 2 Panel su: "Disintermediation in the age of Web 2.0" hanno partecipato Marco Baldini di Nozio, Francis Louis Passerini di Fastbooking, Massimo Pupita di Sestante e Nicola Seghi di Readytec. Ha moderare i 2 panel, è stata Roberta Milano che ha premuto nel delineare il concetto di disintermediazione in chiave filosofica. La disintermediazione si è quindi fatta strada a causa degli elevati costi che si venivano a creare collegata ad un concetto di turista utente "onnipresente" aiutato dalla diffusione del canale di internet. Un esigenza sembra essere quella della disintermediazione, che ha visto fino a qualche tempo fa un elevato grado di parassitismo unito ad alti fattori di speculazione. L'evoluzione di internet ha visto, e continua a vedere, "turisti" sempre più informati, il grado di disintermediazione crescere in maniera esponenziale a discapito degli operati che si interponevano tra domanda e offerta turistica. Tale stravolgimento ha riguradato non solo il mercato, ma anche le strategie di acquisizione. Attualmente le "cose" sono cambiate in maniera radicale. Si parla, fortunatamente, di customer centric. Il consumatore turista viene concepito come parte proattiva della filiera. Gli strumenti che hanno reso possibile questo capovolgimento sono stati, gli ormai tanto rinomati strumenti del Web 2.0 e di e-commerce, all'interno del quale viene custodita un'arma molto potente: le recensioni, le quali oltre che essere squisitamente informative, sono più che altro preventive. La percezione cerca di essere più precisa per cercare di assottigliare i gap che da essa provengono nel momento in cui il turista usufruisce del "prodotto turistico". E per rimediare a ciò gli user altro non fanno che leggere le recensioni sui diversi canali messi a disposizione dal web. Il cliente ha il controllo ora, sta ridisegnando il processo decisionale per se e inconsapevolmente per gli altri, quegli altri che non sono solo i turisti, ma anche gli operatori i quali devono necessariamente ripensare il loro modo di raggiungere il cliente. Le domande sono:
Scompariranno del tutto i canali di intermediazione? Si può fare a meno di usufruire di un canale di disintermediazione nel momento in cui ci si interessa ai nuovi mercati (mi riferisco ai paesi B.R.I.C.: Brasile, Russia, India, Cina)?
A parer mio, non proprio, forse è meglio parlare di una nuova intermediazione caratterizzata dal prezzo che un operatore paga per essere trovato su internet, dalle campagne pay per click su Google, dalle consulenze web marketing e chi più ne ha più ne metta.
Allora è veramente disintermediazione, oppure è meglio che si parli di una traslazione dell'intermediazione?
Giovanni Cerminara
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3 commenti:
troppo stanca per argomentare ma sintetizzo in un LIKE:)
Ti capisco e come!!!! :))
si, condivido tutto, ma la mia convinzione è che disintermediare è più facile di quanto si pensi, meno costoso di quanto si pensi e consiglio caldamente per le strutture di almeno 100 camere una figura di Hotel Internet Specialist nello staff, si ripaga da sola (è dura farlo capire)! Se poi è bravo a fare invertising anche meglio. Si,si Iabichino mi è piaciuto un sacco. Ovviamente anche la prof ;-) ma questa non è una novità. A presto
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