18/12/09
L'identikit dell'agriturista. Tra Realtà e Web
La prima strategia web per un migliore posizionamento parte dalla conoscenza della domanda.
Tale operazione deve indiscutibilmente prendere il via con la ricerca.
Occuparsi di ricerca nel marketing per iniziare ad intavolare un progetto, per quanto dispendioso possa essere per via dell’enorme mole di informazioni presenti oggi, molte delle quali obsolete o troppo costose, sono tuttavia essenziali.
La conoscenza della domanda per una struttura ricettiva, o del target di riferimento, è uno dei primi step, fondamentali, di qualsiasi campagna marketing, sia essa affrontata online oppure offline.
Sapere a chi indirizzare la propria comunicazione web è tanto articolata quanto utile per una successiva azione di monitoraggio e quindi di miglioramento, soprattutto quando ci troviamo di fronte a strutture ricettive già segmentate ex ante, come accade per l’agriturismo disciplinato dal legislatore nazionale come tipica struttura – anche ricettiva - di turismo rurale.
Qualche settimana fa Agriturismo.it, il portale dedicato interamente all’agriturismo, ha tracciato l'"Identikit dell'agri-turista del 2009". L’indagine ha evidenziato in maniera molto approfondita, le preferenze dell’agriturista del 2009. Agriturismo.it ha dunque esplicitato una conoscenza del mercato definita in primo luogo nella:
- Definizione della tipologia di turista nella fattispecie, l’agri-turista, che secondo i dati emersi su un campione di 2.137 aziende risulta essere:
di età compresa tra i 24-54 anni che si reca in agriturismo più di una volta l’anno. Un agriturista che ama condividere le vacanze in compagnia (con il proprio compagno/a (57,7%), con tutta la famiglia (47,1%) e anche con gli amici (36,3%)).
L'indagine prosegue con un’analisi delle destinazioni maggiormente prese in considerazione dall’agriturista:
· Toscana
· Umbria
· Marche
· Lazio
· Emilia Romagna
· ed emerge come destinazione del Sud la Puglia
La conoscenza del mercato in tutti (o quasi tutti) i suoi aspetti, permette di elaborare scenari in maniera tale da riuscire a proiettare strategicamente anzi tempo la propria comunicazione sul web. Conoscere il mercato (dal lato della domanda) può avere una duplice funzione: soddisfare le esigenze dell’agriturista da un lato, e scoprire quali possono essere le esigenze latenti che potrebbero essere soddisfatte acquisendo maggior valore sul mercato e sui concorrenti.
L’agriturismo è identificato sostanzialmente in egual misura come luogo dove soggiornare per una o più notti (53,1% dei rispondenti) o come ristorante con prodotti tipici e biologici (46,9%). […]
Meno determinante, ma non per questo irrilevante è il prezzo. Veronica Mariani, a. d. di Premiaweb afferma che: “L’agri-turista oggi è un turista consapevole che cerca un uso intelligente del proprio denaro, piuttosto che il risparmio in quanto tale.
L’uso intelligente del denaro è riferito ad uno stereotipo di agriturista, come evidenziato dalla ricerca stessa, che preferisce acquistare per il 28.1% dei casi “prodotti agri-turistici” che si muovono all’interno più che di un turismo rurale di un turismo responsabile e sostenibile. Dunque alla luce di quanto detto finora, una campagna di marketing nel web dovrebbe impostarsi su:
· Contenuti in linea con le aspettative dell’agriturista che può aiutare ad ottenere maggior visibilità tra i risultati dei motori di ricerca e dunque sul posizionamento naturale.
· Ottimizzare delle pagine attraverso azioni ad hoc nel titolo che contenga keyword di maggiore rilevanza.
· Ottimizzare anche le immagini in maniera coerente con i contenuti e titoli strutturati in maniera tale che esse siano indicizzate e dunque reperibili.
Per quanto possano essere esplicite esigenze come: relax, il mangiar sano con cibi e alimenti biologici, il soggiorno, che inducono chiaramente a rintracciare parole altamente inflazionate ma che concorrono a generare risultati, sono sempre più del parere che l’innovazione sta anche nel riuscire a capire e carpire la domanda anche quando questa non si è manifestata in maniera chiara. Infatti lo screening di agriturismo.it ha evidenziato tendenze in atto nel mercato come: maggiore attenzione nella ricerca del naturale ([…]emerge la preferenza per una scelta di tipo ambientalista - indicata nel 28,1% dei casi - sintomo della crescente attenzione all’eco-responsabilità già rilevata.) della cultura e di un ambiente familiare.
Iniziare quindi ad elaborare possibili scenari e trasformarli in qualcosa di “tangibile” sul web, per quanto possa apparire difficoltoso è altrettanto appassionante. Tenere sotto controllo determinate keyword per poi attraverso la creazione di Landing Page verticalizzare su di un “prodotto” può aiutare, se studiato correttamente, a raggiungere i risultati e ad avvicinare le ricerche effettuate sui motori di ricerca alla nostra landing.
Ma vorrei soffermarmi su una questione cruciale che la ricerca ha evidenziato, mi riferisco ai falsi modelli ed alle false proposte di offerta agrituristica, il cui unico scopo è quello di rovinare il mercato.
La necessità di trovare un ambiente familiare di accoglienza, o più semplicemente prodotti alimentari in linea con l’offerta del territorio sono elementi fondamentali di un’attività agrituristica [i secondi sono previsti per legge, vi rimando per un approfondimento alla legge n.20 del febbraio 2006 nella fattispecie: art. 2 sulla definizione di attività agrituristiche, punto tre comma b). Art. 4. Criteri e limiti dell'attività' agrituristica], ma che purtroppo spesso non aderiscono a quanto viene erogato: il 39% dei rispondenti ritiene infatti che la commercializzazione spinta ed alcuni “furbi” stiano rovinando il settore, altrettanti ritengono che oggi l’offerta in generale sia molto più professionale di qualche anno fa, ma non più così genuina.
In un precedente articolo: “tutti i feedback vengono al pettine” ho descritto come è facile vanificare tutti gli sforzi sul web, quando manca quella sinergia tra organizzazione interna e marketing sul web e strategie di posizionamento. Può succedere di avere un buon posizionamento sui motori di ricerca, ma feedback negativi generati da una cattiva prestazione di un servizio o quant’altro, oggigiorno, possono minare tutti gli sforzi espressi sia in termini monetari che di tempo. Il mercato dell’era 2.0 è principalmente conversazione e purtroppo non ci si può sottrarre a tale logica. Uno dei principi del Cluetrain Manifesto afferma che ignorare un commento non è di certo un buon modo per rapportarsi ai consumatori. Bisogna tenere ben in mente un antico proverbio latino di Caio Titus, il quale affermò: Scripta Manent verba volant e nell’era web lo scritto rimane, ma non chiuso e sigillato all’interno di antichi archivi, bensì aperto a tutti, in ogni momento ed in ogni luogo.
La conoscenza della domanda per una struttura ricettiva, o del target di riferimento, è uno dei primi step, fondamentali, di qualsiasi campagna marketing, sia essa affrontata online oppure offline.
Sapere a chi indirizzare la propria comunicazione web è tanto articolata quanto utile per una successiva azione di monitoraggio e quindi di miglioramento, soprattutto quando ci troviamo di fronte a strutture ricettive già segmentate ex ante, come accade per l’agriturismo disciplinato dal legislatore nazionale come tipica struttura – anche ricettiva - di turismo rurale.
Qualche settimana fa Agriturismo.it, il portale dedicato interamente all’agriturismo, ha tracciato l'"Identikit dell'agri-turista del 2009". L’indagine ha evidenziato in maniera molto approfondita, le preferenze dell’agriturista del 2009. Agriturismo.it ha dunque esplicitato una conoscenza del mercato definita in primo luogo nella:
- Definizione della tipologia di turista nella fattispecie, l’agri-turista, che secondo i dati emersi su un campione di 2.137 aziende risulta essere:
di età compresa tra i 24-54 anni che si reca in agriturismo più di una volta l’anno. Un agriturista che ama condividere le vacanze in compagnia (con il proprio compagno/a (57,7%), con tutta la famiglia (47,1%) e anche con gli amici (36,3%)).
L'indagine prosegue con un’analisi delle destinazioni maggiormente prese in considerazione dall’agriturista:
· Toscana
· Umbria
· Marche
· Lazio
· Emilia Romagna
· ed emerge come destinazione del Sud la Puglia
La conoscenza del mercato in tutti (o quasi tutti) i suoi aspetti, permette di elaborare scenari in maniera tale da riuscire a proiettare strategicamente anzi tempo la propria comunicazione sul web. Conoscere il mercato (dal lato della domanda) può avere una duplice funzione: soddisfare le esigenze dell’agriturista da un lato, e scoprire quali possono essere le esigenze latenti che potrebbero essere soddisfatte acquisendo maggior valore sul mercato e sui concorrenti.
L’agriturismo è identificato sostanzialmente in egual misura come luogo dove soggiornare per una o più notti (53,1% dei rispondenti) o come ristorante con prodotti tipici e biologici (46,9%). […]
Meno determinante, ma non per questo irrilevante è il prezzo. Veronica Mariani, a. d. di Premiaweb afferma che: “L’agri-turista oggi è un turista consapevole che cerca un uso intelligente del proprio denaro, piuttosto che il risparmio in quanto tale.
L’uso intelligente del denaro è riferito ad uno stereotipo di agriturista, come evidenziato dalla ricerca stessa, che preferisce acquistare per il 28.1% dei casi “prodotti agri-turistici” che si muovono all’interno più che di un turismo rurale di un turismo responsabile e sostenibile. Dunque alla luce di quanto detto finora, una campagna di marketing nel web dovrebbe impostarsi su:
· Contenuti in linea con le aspettative dell’agriturista che può aiutare ad ottenere maggior visibilità tra i risultati dei motori di ricerca e dunque sul posizionamento naturale.
· Ottimizzare delle pagine attraverso azioni ad hoc nel titolo che contenga keyword di maggiore rilevanza.
· Ottimizzare anche le immagini in maniera coerente con i contenuti e titoli strutturati in maniera tale che esse siano indicizzate e dunque reperibili.
Per quanto possano essere esplicite esigenze come: relax, il mangiar sano con cibi e alimenti biologici, il soggiorno, che inducono chiaramente a rintracciare parole altamente inflazionate ma che concorrono a generare risultati, sono sempre più del parere che l’innovazione sta anche nel riuscire a capire e carpire la domanda anche quando questa non si è manifestata in maniera chiara. Infatti lo screening di agriturismo.it ha evidenziato tendenze in atto nel mercato come: maggiore attenzione nella ricerca del naturale ([…]emerge la preferenza per una scelta di tipo ambientalista - indicata nel 28,1% dei casi - sintomo della crescente attenzione all’eco-responsabilità già rilevata.) della cultura e di un ambiente familiare.
Iniziare quindi ad elaborare possibili scenari e trasformarli in qualcosa di “tangibile” sul web, per quanto possa apparire difficoltoso è altrettanto appassionante. Tenere sotto controllo determinate keyword per poi attraverso la creazione di Landing Page verticalizzare su di un “prodotto” può aiutare, se studiato correttamente, a raggiungere i risultati e ad avvicinare le ricerche effettuate sui motori di ricerca alla nostra landing.
Ma vorrei soffermarmi su una questione cruciale che la ricerca ha evidenziato, mi riferisco ai falsi modelli ed alle false proposte di offerta agrituristica, il cui unico scopo è quello di rovinare il mercato.
La necessità di trovare un ambiente familiare di accoglienza, o più semplicemente prodotti alimentari in linea con l’offerta del territorio sono elementi fondamentali di un’attività agrituristica [i secondi sono previsti per legge, vi rimando per un approfondimento alla legge n.20 del febbraio 2006 nella fattispecie: art. 2 sulla definizione di attività agrituristiche, punto tre comma b). Art. 4. Criteri e limiti dell'attività' agrituristica], ma che purtroppo spesso non aderiscono a quanto viene erogato: il 39% dei rispondenti ritiene infatti che la commercializzazione spinta ed alcuni “furbi” stiano rovinando il settore, altrettanti ritengono che oggi l’offerta in generale sia molto più professionale di qualche anno fa, ma non più così genuina.
In un precedente articolo: “tutti i feedback vengono al pettine” ho descritto come è facile vanificare tutti gli sforzi sul web, quando manca quella sinergia tra organizzazione interna e marketing sul web e strategie di posizionamento. Può succedere di avere un buon posizionamento sui motori di ricerca, ma feedback negativi generati da una cattiva prestazione di un servizio o quant’altro, oggigiorno, possono minare tutti gli sforzi espressi sia in termini monetari che di tempo. Il mercato dell’era 2.0 è principalmente conversazione e purtroppo non ci si può sottrarre a tale logica. Uno dei principi del Cluetrain Manifesto afferma che ignorare un commento non è di certo un buon modo per rapportarsi ai consumatori. Bisogna tenere ben in mente un antico proverbio latino di Caio Titus, il quale affermò: Scripta Manent verba volant e nell’era web lo scritto rimane, ma non chiuso e sigillato all’interno di antichi archivi, bensì aperto a tutti, in ogni momento ed in ogni luogo.
Giovanni Cerminara
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