27/12/09
Un anno di Web e Turismo
Il 2010 ormai è alle porte. Lasciandosi (o forse trascinandosi) con sé un 2009 che ha visto contrapporsi in particolare due parole crisi e sviluppo, due facce della stessa medaglia che in un settore come il turismo si alternano con una rapidità tale che alcune volte sembra quasi impossibile rendersi conto di evoluzioni e dinamiche spesso impercettibili. Il turismo è un settore “poliedrico” che investe trasversalmente diverse parti e gruppi di interesse, è un perfetto alleato del web, tanto che i maggiori investimenti nello stesso vengono registrati proprio dal settore turistico. Il 2009 è stato caratterizzato da eventi che hanno rafforzato quella modalità di approccio al mercato del turismo e dell’ospitalità, in particolare nel mondo del web. Un anno che ha visto i Social Network: Facebook (dodici milioni in Italia) e Twitter crescere in misura esponenziale di significato e di importanza aggiungendo ogni giorno (e dico ogni giorno) tasselli ad un mosaico partecipativo e condivisibile sempre più focalizzato sul customer centric. Strumenti questi che forse meglio legano il concetto del “presidiare”, termine che qualche tempo fa era presente su libri e su diversi articoli di economia e marketing, ma che oggi sembra esser stato dimenticato.
Il 2009 ha visto crescere i siti non-transazionali a discapito di tutta una serie di siti web che hanno come core la vendita. Aggiungendo al processo decisionale di acquisto del turista, sempre più evouluto ed informato, come dimostra la ricerca di PhocusWright, un quid che consiste nella ricerca di informazioni comparate con le esperienze di altri soggetti. Ovviamente l’occasione fa l’uomo ladro, basti vedere quegli hoteliers che sull’onda della miriade di recensioni descrittive, hanno trovato il modo, non proprio ortodosso, di fare pubblicità alle loro strutture, ponendo l’attenzione su caratteristiche non sempre rispondenti al vero. D’altro canto questa può essere vista come l’ovvia conseguenza di un sistema messo sù da Tripadvisor, accusato di possedere al suo interno false recensioni, le quali hanno innescato un circolo vizioso capace nel giro di pochi giorni di fargli perdere quella credibilità ed attendibilità acquisita in ancor meno tempo.
Il 2009 è stato contraddistinto da una profusa attenzione verso la tecnologia mobile sempre più presente nella nostra vita, sempre più smart e più “reale”.
Il 2009 ha visto Google sbarcare nell’off-line con “Favorite Place”.
L’anno di Bing e del suo ideatore [italianissimo] Lorenzo Thione.
Un anno questo che ha dato meno peso alle tanto bene amate keyword che continuano a contraddistinguere i nostri risultati di ricerca, ma che ora non bastano più, richiedono un nuovo supporto tecnologico capace di migliorare i risultati delle ricerche stesse, mi riferisco al semantic web, una tecnologia capace di intendere il significato.
E’ stato l’anno del Master di Web Marketing Territoriale di Savona.
Il 2009 è stato un anno che ha visto la nascita del Ministro del Turismo Brambilla la quale ha avuto l’”arduo” compito di riorganizzare il tanto discusso portale Italia.it ancora, purtroppo, molto lontano dalle dinamiche e dagli attuali sviluppi del Web anche se, tuttavia, si denota una significante apertura.
Il 2009 lo ricorderemo come l’anno del Bto (Buy Tourism Online), come l’anno di Paolo Iabichino e dell’Invertising.
L’anno di Atrapalo che ha saputo dare vita ad una campagna di marketing senza precedenti che ha scatenato non poche critiche nei diversi “salotti” del web.
L’anno della disintermediazione o se volete multicanalità, processo nato come conseguenza alle nuove frontiere della comunicazione meno costose e sempre presenti.
Infine, ma non per ultimo, il 2009 è l’anno dei blogger e della prima rivista di Web Travel Marketing sul Web.
E cosa aspettarsi dal 2010?
Il 2010, a mio avviso, sarà anche un anno ricco di novità e sorprese, un anno sempre più social e connesso, un anno che premierà chi saprà ascoltare, osservare e partecipare con l’utente, ma che non esiterà a tagliare fuori chi non saprà farlo. Esiste un mercato per tutti, questo è quello che ho capito dalla Long Tail l’importante è saperlo ascoltare. La domanda turistica si sta frammentando in nicchie di turismo sempre più numerose spesso non identificabili ,che richiedono un orientamento ad personam. Andiamo incontro all’evoluzione, non scontriamoci con essa.
E tu sei pronto per il nuovo anno?
Giovanni Cerminara
21/12/09
18/12/09
L'identikit dell'agriturista. Tra Realtà e Web
La prima strategia web per un migliore posizionamento parte dalla conoscenza della domanda.
Tale operazione deve indiscutibilmente prendere il via con la ricerca.
Occuparsi di ricerca nel marketing per iniziare ad intavolare un progetto, per quanto dispendioso possa essere per via dell’enorme mole di informazioni presenti oggi, molte delle quali obsolete o troppo costose, sono tuttavia essenziali.
La conoscenza della domanda per una struttura ricettiva, o del target di riferimento, è uno dei primi step, fondamentali, di qualsiasi campagna marketing, sia essa affrontata online oppure offline.
Sapere a chi indirizzare la propria comunicazione web è tanto articolata quanto utile per una successiva azione di monitoraggio e quindi di miglioramento, soprattutto quando ci troviamo di fronte a strutture ricettive già segmentate ex ante, come accade per l’agriturismo disciplinato dal legislatore nazionale come tipica struttura – anche ricettiva - di turismo rurale.
Qualche settimana fa Agriturismo.it, il portale dedicato interamente all’agriturismo, ha tracciato l'"Identikit dell'agri-turista del 2009". L’indagine ha evidenziato in maniera molto approfondita, le preferenze dell’agriturista del 2009. Agriturismo.it ha dunque esplicitato una conoscenza del mercato definita in primo luogo nella:
- Definizione della tipologia di turista nella fattispecie, l’agri-turista, che secondo i dati emersi su un campione di 2.137 aziende risulta essere:
di età compresa tra i 24-54 anni che si reca in agriturismo più di una volta l’anno. Un agriturista che ama condividere le vacanze in compagnia (con il proprio compagno/a (57,7%), con tutta la famiglia (47,1%) e anche con gli amici (36,3%)).
L'indagine prosegue con un’analisi delle destinazioni maggiormente prese in considerazione dall’agriturista:
· Toscana
· Umbria
· Marche
· Lazio
· Emilia Romagna
· ed emerge come destinazione del Sud la Puglia
La conoscenza del mercato in tutti (o quasi tutti) i suoi aspetti, permette di elaborare scenari in maniera tale da riuscire a proiettare strategicamente anzi tempo la propria comunicazione sul web. Conoscere il mercato (dal lato della domanda) può avere una duplice funzione: soddisfare le esigenze dell’agriturista da un lato, e scoprire quali possono essere le esigenze latenti che potrebbero essere soddisfatte acquisendo maggior valore sul mercato e sui concorrenti.
L’agriturismo è identificato sostanzialmente in egual misura come luogo dove soggiornare per una o più notti (53,1% dei rispondenti) o come ristorante con prodotti tipici e biologici (46,9%). […]
Meno determinante, ma non per questo irrilevante è il prezzo. Veronica Mariani, a. d. di Premiaweb afferma che: “L’agri-turista oggi è un turista consapevole che cerca un uso intelligente del proprio denaro, piuttosto che il risparmio in quanto tale.
L’uso intelligente del denaro è riferito ad uno stereotipo di agriturista, come evidenziato dalla ricerca stessa, che preferisce acquistare per il 28.1% dei casi “prodotti agri-turistici” che si muovono all’interno più che di un turismo rurale di un turismo responsabile e sostenibile. Dunque alla luce di quanto detto finora, una campagna di marketing nel web dovrebbe impostarsi su:
· Contenuti in linea con le aspettative dell’agriturista che può aiutare ad ottenere maggior visibilità tra i risultati dei motori di ricerca e dunque sul posizionamento naturale.
· Ottimizzare delle pagine attraverso azioni ad hoc nel titolo che contenga keyword di maggiore rilevanza.
· Ottimizzare anche le immagini in maniera coerente con i contenuti e titoli strutturati in maniera tale che esse siano indicizzate e dunque reperibili.
Per quanto possano essere esplicite esigenze come: relax, il mangiar sano con cibi e alimenti biologici, il soggiorno, che inducono chiaramente a rintracciare parole altamente inflazionate ma che concorrono a generare risultati, sono sempre più del parere che l’innovazione sta anche nel riuscire a capire e carpire la domanda anche quando questa non si è manifestata in maniera chiara. Infatti lo screening di agriturismo.it ha evidenziato tendenze in atto nel mercato come: maggiore attenzione nella ricerca del naturale ([…]emerge la preferenza per una scelta di tipo ambientalista - indicata nel 28,1% dei casi - sintomo della crescente attenzione all’eco-responsabilità già rilevata.) della cultura e di un ambiente familiare.
Iniziare quindi ad elaborare possibili scenari e trasformarli in qualcosa di “tangibile” sul web, per quanto possa apparire difficoltoso è altrettanto appassionante. Tenere sotto controllo determinate keyword per poi attraverso la creazione di Landing Page verticalizzare su di un “prodotto” può aiutare, se studiato correttamente, a raggiungere i risultati e ad avvicinare le ricerche effettuate sui motori di ricerca alla nostra landing.
Ma vorrei soffermarmi su una questione cruciale che la ricerca ha evidenziato, mi riferisco ai falsi modelli ed alle false proposte di offerta agrituristica, il cui unico scopo è quello di rovinare il mercato.
La necessità di trovare un ambiente familiare di accoglienza, o più semplicemente prodotti alimentari in linea con l’offerta del territorio sono elementi fondamentali di un’attività agrituristica [i secondi sono previsti per legge, vi rimando per un approfondimento alla legge n.20 del febbraio 2006 nella fattispecie: art. 2 sulla definizione di attività agrituristiche, punto tre comma b). Art. 4. Criteri e limiti dell'attività' agrituristica], ma che purtroppo spesso non aderiscono a quanto viene erogato: il 39% dei rispondenti ritiene infatti che la commercializzazione spinta ed alcuni “furbi” stiano rovinando il settore, altrettanti ritengono che oggi l’offerta in generale sia molto più professionale di qualche anno fa, ma non più così genuina.
In un precedente articolo: “tutti i feedback vengono al pettine” ho descritto come è facile vanificare tutti gli sforzi sul web, quando manca quella sinergia tra organizzazione interna e marketing sul web e strategie di posizionamento. Può succedere di avere un buon posizionamento sui motori di ricerca, ma feedback negativi generati da una cattiva prestazione di un servizio o quant’altro, oggigiorno, possono minare tutti gli sforzi espressi sia in termini monetari che di tempo. Il mercato dell’era 2.0 è principalmente conversazione e purtroppo non ci si può sottrarre a tale logica. Uno dei principi del Cluetrain Manifesto afferma che ignorare un commento non è di certo un buon modo per rapportarsi ai consumatori. Bisogna tenere ben in mente un antico proverbio latino di Caio Titus, il quale affermò: Scripta Manent verba volant e nell’era web lo scritto rimane, ma non chiuso e sigillato all’interno di antichi archivi, bensì aperto a tutti, in ogni momento ed in ogni luogo.
La conoscenza della domanda per una struttura ricettiva, o del target di riferimento, è uno dei primi step, fondamentali, di qualsiasi campagna marketing, sia essa affrontata online oppure offline.
Sapere a chi indirizzare la propria comunicazione web è tanto articolata quanto utile per una successiva azione di monitoraggio e quindi di miglioramento, soprattutto quando ci troviamo di fronte a strutture ricettive già segmentate ex ante, come accade per l’agriturismo disciplinato dal legislatore nazionale come tipica struttura – anche ricettiva - di turismo rurale.
Qualche settimana fa Agriturismo.it, il portale dedicato interamente all’agriturismo, ha tracciato l'"Identikit dell'agri-turista del 2009". L’indagine ha evidenziato in maniera molto approfondita, le preferenze dell’agriturista del 2009. Agriturismo.it ha dunque esplicitato una conoscenza del mercato definita in primo luogo nella:
- Definizione della tipologia di turista nella fattispecie, l’agri-turista, che secondo i dati emersi su un campione di 2.137 aziende risulta essere:
di età compresa tra i 24-54 anni che si reca in agriturismo più di una volta l’anno. Un agriturista che ama condividere le vacanze in compagnia (con il proprio compagno/a (57,7%), con tutta la famiglia (47,1%) e anche con gli amici (36,3%)).
L'indagine prosegue con un’analisi delle destinazioni maggiormente prese in considerazione dall’agriturista:
· Toscana
· Umbria
· Marche
· Lazio
· Emilia Romagna
· ed emerge come destinazione del Sud la Puglia
La conoscenza del mercato in tutti (o quasi tutti) i suoi aspetti, permette di elaborare scenari in maniera tale da riuscire a proiettare strategicamente anzi tempo la propria comunicazione sul web. Conoscere il mercato (dal lato della domanda) può avere una duplice funzione: soddisfare le esigenze dell’agriturista da un lato, e scoprire quali possono essere le esigenze latenti che potrebbero essere soddisfatte acquisendo maggior valore sul mercato e sui concorrenti.
L’agriturismo è identificato sostanzialmente in egual misura come luogo dove soggiornare per una o più notti (53,1% dei rispondenti) o come ristorante con prodotti tipici e biologici (46,9%). […]
Meno determinante, ma non per questo irrilevante è il prezzo. Veronica Mariani, a. d. di Premiaweb afferma che: “L’agri-turista oggi è un turista consapevole che cerca un uso intelligente del proprio denaro, piuttosto che il risparmio in quanto tale.
L’uso intelligente del denaro è riferito ad uno stereotipo di agriturista, come evidenziato dalla ricerca stessa, che preferisce acquistare per il 28.1% dei casi “prodotti agri-turistici” che si muovono all’interno più che di un turismo rurale di un turismo responsabile e sostenibile. Dunque alla luce di quanto detto finora, una campagna di marketing nel web dovrebbe impostarsi su:
· Contenuti in linea con le aspettative dell’agriturista che può aiutare ad ottenere maggior visibilità tra i risultati dei motori di ricerca e dunque sul posizionamento naturale.
· Ottimizzare delle pagine attraverso azioni ad hoc nel titolo che contenga keyword di maggiore rilevanza.
· Ottimizzare anche le immagini in maniera coerente con i contenuti e titoli strutturati in maniera tale che esse siano indicizzate e dunque reperibili.
Per quanto possano essere esplicite esigenze come: relax, il mangiar sano con cibi e alimenti biologici, il soggiorno, che inducono chiaramente a rintracciare parole altamente inflazionate ma che concorrono a generare risultati, sono sempre più del parere che l’innovazione sta anche nel riuscire a capire e carpire la domanda anche quando questa non si è manifestata in maniera chiara. Infatti lo screening di agriturismo.it ha evidenziato tendenze in atto nel mercato come: maggiore attenzione nella ricerca del naturale ([…]emerge la preferenza per una scelta di tipo ambientalista - indicata nel 28,1% dei casi - sintomo della crescente attenzione all’eco-responsabilità già rilevata.) della cultura e di un ambiente familiare.
Iniziare quindi ad elaborare possibili scenari e trasformarli in qualcosa di “tangibile” sul web, per quanto possa apparire difficoltoso è altrettanto appassionante. Tenere sotto controllo determinate keyword per poi attraverso la creazione di Landing Page verticalizzare su di un “prodotto” può aiutare, se studiato correttamente, a raggiungere i risultati e ad avvicinare le ricerche effettuate sui motori di ricerca alla nostra landing.
Ma vorrei soffermarmi su una questione cruciale che la ricerca ha evidenziato, mi riferisco ai falsi modelli ed alle false proposte di offerta agrituristica, il cui unico scopo è quello di rovinare il mercato.
La necessità di trovare un ambiente familiare di accoglienza, o più semplicemente prodotti alimentari in linea con l’offerta del territorio sono elementi fondamentali di un’attività agrituristica [i secondi sono previsti per legge, vi rimando per un approfondimento alla legge n.20 del febbraio 2006 nella fattispecie: art. 2 sulla definizione di attività agrituristiche, punto tre comma b). Art. 4. Criteri e limiti dell'attività' agrituristica], ma che purtroppo spesso non aderiscono a quanto viene erogato: il 39% dei rispondenti ritiene infatti che la commercializzazione spinta ed alcuni “furbi” stiano rovinando il settore, altrettanti ritengono che oggi l’offerta in generale sia molto più professionale di qualche anno fa, ma non più così genuina.
In un precedente articolo: “tutti i feedback vengono al pettine” ho descritto come è facile vanificare tutti gli sforzi sul web, quando manca quella sinergia tra organizzazione interna e marketing sul web e strategie di posizionamento. Può succedere di avere un buon posizionamento sui motori di ricerca, ma feedback negativi generati da una cattiva prestazione di un servizio o quant’altro, oggigiorno, possono minare tutti gli sforzi espressi sia in termini monetari che di tempo. Il mercato dell’era 2.0 è principalmente conversazione e purtroppo non ci si può sottrarre a tale logica. Uno dei principi del Cluetrain Manifesto afferma che ignorare un commento non è di certo un buon modo per rapportarsi ai consumatori. Bisogna tenere ben in mente un antico proverbio latino di Caio Titus, il quale affermò: Scripta Manent verba volant e nell’era web lo scritto rimane, ma non chiuso e sigillato all’interno di antichi archivi, bensì aperto a tutti, in ogni momento ed in ogni luogo.
Giovanni Cerminara
08/12/09
Con Favorite Place Google sbarca off-line
Leggevo su tipsfromthetlist un interessante progetto di Google avviato indovinate dove? Negli Stati Uniti (non poteva essere altrimenti). L'iniziativa googleiana prende il nome di Favorite Place. In sostanza appare essere un "sistema di qualità" che Google "attacca" (nel vero senso della parola) a coloro i quali se lo sono meritato. Questo adesivo (QR stickers), inivato da Google e posto sulla vetrina di un esercizio commerciale che sia un bar, un ristorante oppure un museo, presenta un particolare codice a barre, che permette ai possessori di smartphone di passarci sopra ed attendere che il mobile legga il codice per poi essere linkati al business Google Linking ed ottenere tutte le recensioni postate dagli utenti sull'esercizio commerciale. Per il turismo è un gran passo in avanti, ed anche se penso ci voglia ancora un pò perchè questo sistema si diffonda e venga capito, resta il fatto che avere il solo adesivo di Google appaccicato sulla porta del proprio esercizio commerciale appare essere, a mio avviso, già una grossa garanzia di qualità. Resto in attesa per l'evoluzioni nel campo alberghiero.
Giovanni Cerminara
07/12/09
Il 1° numero di Web Travel Marketing
Ecco il primo numero di Web Travel Marketing. Volevo comunque ricordare a tutti i lettori che WTM | C-Magazine non rappresenta una testata giornalistica, ma è un mero aggregatore di notizie presenti sul web. Non può quindi considerarsi prodotto editoriale ai sensi della legge
del 07-03-2001.
Questo Magazine può essere liberamente divulgato, pubblicato, condiviso
citandone la fonte.
BUONA LETTURA
BUONA LETTURA
06/12/09
Marketing turistico: tra Psicologia e Web
Lo scenario attuale che stiamo vivendo è molto esagitato ed in continua evoluzione, dominato da stravolgimenti, crisi, elementi che non possono non infondere insicurezze e dubbi sul proprio operato e sulle proprie valutazioni.
Internet, Duepuntozero, mobile-tourism sono elementi che hanno, e stanno cambiando, il modo di interagire con il turista si pensi ai social media. Sta cambiando il modo di pensare la propria vacanza, al modo di spostarsi sempre più guidati da strumenti mobile.
Ma c'è qualcosa che il web non considera molto, a mio modo di vedere e dovrebbe far riflettere.
Il turismo principalmente basa, per fortuna, le sue fondamenta su studi psicologici legati principalmente alle motivazioni che spingono le persone a muoversi e ad andare in vacanza.
Chi si occupa di turismo dovrebbe esserne pienamente consapevole. Consapevole del fatto che il turista sceglie la destinazione innanzitutto. Immagina, ipotizza, osserva ciò che il territorio può offrire in maniera tale da riuscire a vivere una gradevole vacanza in linea con le proprie aspettative. Una struttura quindi si trova ad operare all'interno di una location, ma ne rimane subordinata ad essa.
Ragionando in quest’ottica si denota come molte destinazioni turistiche “si vendono da sole”, ed un hotel per essere trovato ha necessità di distinguersi sul piano dei servizi offerti attivandosi e concentrandosi in keyword che proseguono in questa direzione.
Tuttavia molte destinazioni presentano un elevato tasso di stagionalità, ma non per questo un hotel è costretto a chiudere battenti. Alcuni hotel si adoperano cercando nuove idee per nuovi clienti. Ricercando e captando ogni minimo impulso della domanda. In tal senso nelle strategie del web si avverte la necessità di arricchire le keyword ragionando stavolta nell'ottica della destinazione e di tutto ciò che ruota intorno ad essa, ma che sia attinente al turismo.
Investire soltanto su determinate keyword rappresentative di servizi offerti dalla propria struttura, che siano esse due parole o che siano frasi più descrittive (long tail) non basta. I risultati spesso producono effetti deludenti.
Diversificare dunque, è un’operazione molto importante quanto articolata anche sul web. Diversificare significa però aver assimilato tutti i segnali del mercato e captato le "nuove" esigenze del turista per andargli incontro con un’offerta ad hoc, pronta per essere trovata sul web.
Ecco quindi servito uno spunto in più per iniziare una nuova azione di marketing sul web che potrebbe rispondere alla domanda
- Cosa spinge dunque un turista a scegliere una particolare destinazione rispetto ad altre?
Per offrire un contributo personale, una destinazione deve avere la capacità di farsi scoprire sotto vari aspetti e quindi adattarsi ad un numero seppur finito di tipologie di turisti.
Una destinazione bisogna che sia facilmente rintracciabile: deve fornire chiare indicazioni ed informazioni e laddove non sia possibile per motivi di inoperatività pubblica, spetta agli operatori tale compito.
Il blog è uno strumento potentissimo in rete, leggero, rende l'idea, ha la caratteristica di vendere anche se di vendita non parla, può creare attesa ed aspettative ed è uno ottimo strumento di promozione.
Anche Facebook ad esempio con le sue fan page, oltre a promuovere le offerte offre la possibilità di instaurare un rapporto di comunicazione diretto con clienti e con i prospect. Facebook in questo senso ha lo scopo di "internalizzare" il cliente, di renderlo partecipe delle nostre attività, creando e concedendo spazi dedicati a loro e per loro con foto e video.
Le difficoltà ora non sono quelle di reperire le risorse ma di utilizzo delle stesse.
Giovanni Cerminara
04/12/09
Web Travel Marketing. Solo per numeri uno
Continuo a rimanere allibito da tanta passione e carica che i miei colleghi blogger continuano a mettere nel progetto WTM, l'ultima novità è di oggi, e non la si può scrivere, ma solo guardare. Il video è stato realizzato da Fabrizio Todisco. Ancora una volta i miei più sinceri complimenti:
Giovanni Cerminara
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